Racconti di Memoria

Con i libri sotto al braccio e tanti sogni in un cassetto...percorrevo quella strada lunga e piena di incertezze....in cerca di risposte e magari di consigli per capire se il cammino che avevo intrapreso era quello giusto oppure no.... ma in fondo quello che io provavo non era altro che quello che la maggior parte dei ragazzi alla mia età si trovava ad affrontare.......questo sono io Pasquale De Simone

È una strada in salita quella di Santa Maria del Toro, in cima alla strada una chiesa e sulla sinistra un cancello con un viale dove alla fine ci sono ai lati due rampe di scale che portano al primo piano dell’istituto Alberghiero di Vico Equense, al centro delle scale un grande arco ed un corridoio che va dritto giù alle cucine...appena si entra si inizia a sentire il profumo di cipolla stufata che vi assicuro non disturba nemmeno alle nove del mattino, mi guardo intorno e vedo grandi banchi da lavoro e tante giacche bianche con enormi cappelli a forma di funghi impegnati a preparare non so che...da lontano si sentono leggeri rumori dell’acqua quasi al bollore ed il battere dei coltelli sul tagliere....molti pensieri affollano la mente...non immaginavo nemmeno che tutto quell’insieme di cose avrebbe poi reso felice tante persone con gustosi e succulenti pietanze....la vita inizia ad avere altre prospettive e mi ritrovai dopo qualche tempo a mangiare una crema di patate e un minestrone....io che fino a 13 anni mangiavo solo pasta al pomodoro rigorosamente passato....e pensavo a cosa avrebbe detto mia Madre che instancabilmente si ammazzava per farmi mangiare legumi e verdure senza avere mai successo.

Finiti gli studi inizio il mio percorso professionale, ho ancora ben impresse nella mente le intere giornate trascorse in cucina per carpire i segreti dello chef, per non parlare delle urla per un taglio di verdure fatto male....a loro devo molto, ma anche a me stesso che con la mia voglia di crescere e di capire ho investito il mio tempo togliendolo ad altro.
Tanti i sacrifici ed anche tante soddisfazioni, perché in fondo il mestiere del cuoco non è semplice e lo si affronta solo con tanta passione, determinazione ed amore...
Molte le cucine che ho calpestato con i pesanti zoccoli bianchi e molti amici ho incontrato lungo il mio cammino....ancora ho impresso nella mente lo sguardo soddisfatto di Giovanni, 12 ore al giorno trascorse nei campi per curare il suo terreno, che tutto fiero mi offriva alcuni dei suoi ortaggi, li portava tra le mani con la stessa cura che una madre porta in braccio il proprio bambino....una scena indimenticabile...che inevitabilmente trasmette e lascia delle emozioni, quelle emozioni che un cuoco raccoglie e trasforma con il suo estro in gustosi piatti, cercando di raccontare quello che a volte non si vede e cioè l’amore per il proprio lavoro e per la propria terra.......la nostra terra!!!

In fondo penso che la cucina sia un modo per raccontare luoghi e tradizioni di diversi paesi un giusto equilibrio tra antico e moderno, ma anche tecnica ed estro, senza mai dimenticare il giusto per la nostra salute.